Il sentiero della memoria

Adesso è un quartiere cult, ma ai miei tempi il Pigneto era periferia profonda. Ci sono nato, ma mancavo da molti anni. E’ stato emozionante, come fare un salto a ritroso nel tempo. Ho ritrovato tutti i luoghi dell’adolescenza, quasi un percorso sul sentiero della memoria. Ho rivisto la casa al pianterreno dove ho visto fisicamente la luce, perchè a quei tempi si nasceva in casa: ho anche corretto i ricordi, non era il numero 8 ma il 28 ed è proprio all’angolo con via Grosseto. Proprio dall’altra parte della strada, la prima casa nostra, in via Ascoli Piceno. Poi sono andato al Palazzone dove sono cresciuto: una “città” di cinquemila abitanti, talmente tanti che ci siamo ritrovati in tre alla Rai, la grande fontana dove giocavamo e fuori la fontanella del “Ferroviere”, intatta. Non c’è più la pasticceria preferita e il negozio di alimentari è diventato di proprietà araba. Davanti la via Montecuccoli di “Roma città aperta”, corta e stretta, e da un lato la parrocchia di San Leone, dove giocavo a pallone, e ho avuto la grande fortuna di essere stato guidato da don Luigi (Di Liegro, il fondatore della Caritas) che mi ha allevato alla solidarietà. Un boccone nel mercato popolare trasformato ormai in un covo di artisti, poi la sera al cinema Aquila che una volta era un postaccio e adesso è un centro di cultura. Frammenti di una vita. E qualche immagine.

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Il 4 giugno del 1944 gli alleati entrano a Roma da via Prenestina: alle spalle del carrarmato americano il “palazzone”. Notare la fontanella all’angolo. Nell’altra foto, un terrapieno dove più tardi nascerà la chiesa di San Leone.

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Sullo sfondo la chiesa di San Leone, piazzale Prenestino, la fontana con i vecchi amici negli anni 60 e oggi.

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La fontanella nel film “Il ferroviere” e com’è oggi: intatta.

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Anna Magnani nella celebre scena di “Roma città aperta” e via Montecuccoli oggi.

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Un’altra scena dello stesso film: il Palazzone alle spalle di Aldo Fabrizi nel film e oggi.

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La casa dove sono nato e…molto tempo dopo.

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Il Pigneto oggi, da mercato popolare a via degli artisti.

 

 

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